L’Analisi Transazionale: strumento di crescita, sviluppo e cambiamento.
a cura di Antonio Rivoli
Nel Counseling integrato, l’Analisi Transazionale (A.T.), rientra nell’annovero degli strumenti che l’operatore counselor può utilizzare per facilitare il processo di crescita e cambiamento dell’utente. L’A.T., è stata messa a punto dallo psichiatra americano E.Berne (1910-1970), che ne gettò le basi teoriche nel 1949.L’intervento con l’A.T. può essere utilizzato in tutte le condizioni di disagio psicologico e può essere rivolto ad utente singolo, a coppie, a gruppi e a famiglie.
L’A.T., va ad integrarsi con tutte quelle correnti psicologiche di tipo umanistico-esitenziale (Maslow, Rogers, Perls, Allport), che non intendono il processo di guarigione solo nel senso tipicamente medico, ma dove il disagio psichico viene visto come un “blocco” al naturale processo di crescita del potenziale psico-fisico dell’individuo.
Nell’A.T. sono presenti degli assunti filosofici di cui è bene tenere conto:
- Ogni individuo è ok (tu vai bene così come sei). Gli individui sono uguali tra loro e hanno valore in quanto individui, indipendentemente dalla razza, dalla loro estrazione e dal contesto socio-culturale di provenienza;
- Ogni individuo ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: Ognuno può decidere di fare ciò che vuole della propria vita ed è capace di imparare da qualunque esperienza abbia avuto anche da quelle negative;
- Le decisioni prese possono essere modificate: Ogni persona prende delle decisioni e ne è responsabile e può cambiarle o modificarle qualora non le ritiene più funzionali.

Berne con lo studio sulla fenomenologia getta le basi per comprendere la struttura della personalità. Durante questi studi sugli aspetti fenomenologici, si concentra sulla comunicazione nella sua dimensione latente e manifesta. Berne osservò principalmente il cambiamento del comportamento, in ordine alle variazioni del viso, della postura e dell’intonazione della voce, fin’anche all’utilizzo di parole e strutturazione di frasi in un certo modo, al presentarsi di uno stimolo nuovo. Notò principalmente che gli individui di fronte ad eventi nuovi avevano principalmente tre modalità comportamentali, ovvero: modalità BAMBINO - ADULTO - GENITORE. Ebbene queste modalità, che poi lo stesso Berne definì STATI dell’IO, di volta in volta prendono il sopravvento sulla personalità dell’individuo.
Questi stati dell’Io, Berne li analizzò anche sotto il punto di vista di interazioni sociali e più specificamente in ordine di transazioni (scambio reciproco tra persone), questo studio lo portò ad approfondire la dinamica delle transazioni e osservò che molte di queste erano dei veri e propri “giochi” psicologici utilizzati anche in modo inconsapevole da chi li mette in atto per manipolare gli altri. Alcune transazioni possono essere paragonate a dei veri e propri “copioni” , intendendo per tali i piani di vita che l’individuo recita proprio come se stesse su un palcoscenico. Questi modelli preordinati e non sempre individuabili dall’individuo, possono causare le esperienze negative e la loro ripetizione nel tempo, come ad esempio, l’esperienza di essere amati e non corrisposti, il prodigarsi per gli altri e non essere ricambiati, etc.
Nell’A.T.si fa riferimento al modello decisionale. Ognuno impara comportamenti specifici e decide un piano di vita già nell’infanzia, nonostante le nostre decisioni infantili siano fortemente influenzate dai caregiver, siamo noi stessi a prendere la decisione di adottare un piano di vita e visto che lo abbiamo noi deciso, siamo noi stessi che possiamo cambiarlo, modificarlo nel momento in cui ci rendiamo conto che esso non è più funzionale.
L’A.T. può essere suddivisa in quattro aree (Novellino, 2003):
1)Analisi strutturale: Processi intrapsichici
2) Analisi delle transazioni: Processi relazionali
3) Analisi dei giochi psicologici: Processi relazionali distorti che conducano ad un rafforzamento della patologia
4) Analisi del copione: Programma di vita basato su esperienze infantili che conducono a decisioni autolimitanti
1) Analisi Strutturale:
Una persona si compone di una struttura integrata di pensieri emozioni e comportamenti (stati dell’io), quindi per comprendere il comportamento di una persona occorre essere consapevoli di questi stati. Con l’analisi strutturale possiamo rappresentare le componenti storiche e biologiche della personalità e per comprendere il funzionamento ci si riferisce all’analisi funzionale. Questa descrive come una persona usa gli stati dell’Io per rapportarsi con se stesso e gli altri in ordine di azioni e reazioni in qualche contesto. L’analisi funzionale quindi, come metodo per studiare le relazioni fra individuo e ambiente, in ordine di regolarità e o prospettiva di cambiamento
Gli stati dell’Io, come precedentemente annunciato, Berne li associa a tre insiemi chiaramente distinti, osservabili e rappresentati come tre cerchi sovrapposti. Essi sono insiemi coerenti di pensieri, sentimenti correlati ad un insieme coerente di modelli di comportamento, di seguito li affrontiamo più nello specifico:
Il Genitore (G)
Il Genitore è il risultato di tutto l’insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti, che durante la nostra infanzia ed adolescenza abbiamo mutuato dai nostri genitori, dai parenti, maestri, insegnanti, che ci hanno accompagnato durante la nostra crescita e formazione. Questo stato dell’io messo in campo ci porta ad essere critici, pregiudizievoli o protettivi. Quando è attivo lo stato Genitoriale, vi è tendenzialmente una inibizione del Bambino interno
Nell’analisi funzionale di questo stato dell’Io possiamo avere il Genitore Normativo o Critico (GN) Gli atteggiamenti saranno di divieto e di comandi, di prescrittore di regole e leggi etc. A questo stato (GN) si oppone in senso positivo, il Genitore Affettivo (GA), che invece si prende cura, mostra attenzione, premura, da sostegno è comprensivo, etc.
L’Adulto (A)
L’Adulto è la dimensione in cui l’individuo è presente a se stesso e agli altri, in ordine di pensieri, sentimenti e comportamenti che vive nel qui ed ora, tutto questo si definisce l’essere integrato, ovvero l’Adulto è il mediatore fra la parte Genitore e quella Bambino e, indica la capacità di elaborare continuamente nuovi dati dall’esterno e l’implicazioni che essi hanno al suo interno, in modo da poter gestire efficacemente il cambiamento senza cedere il passo a stati dell’io limitanti o arcaici che non concorrono al buon funzionamento
Il Bambino (B)
Il Bambino è l’espressione dei pensieri, sentimenti e comportamenti che risalgono all’infanzia, è la parte istintiva che contiene le registrazioni delle prime esperienze di vita e delle “posizioni” che il bambino ha assunto verso se stesso e gli altri. A livello strutturale è uno Stato dell’Io arcaico e si manifesta come vecchi comportamenti dell’infanzia: così come la persona reagiva da bambino nella relazione con l’adulto

Lo stato Bambino ha come dimensioni:
-
Bambino Adattato (BA) quando un comportamento è correlato all’influenza genitoriale. Esempio di interazioni: Salve come sta? – Scusi, mi potrebbe prestare un attimo la penna? - Non mangio le caramelle perché lo zucchero guasta i denti. - Potrei giocare al video giochi per mezzora?
-
Bambino Libero o naturale (BL) quando esibiamo forme di comportamento autonomo, senza l’influsso genitoriale, ecco le interazioni: Non voglio! - È mio! - Ho paura! - Non l'ho fatto io! - Lo voglio! - Dammelo! - È colpa sua! - Raccontami una storia. - Voglio guardare la televisione. Sia il BA che il BL possono essere positivi o negativi a seconda che siano efficaci adeguati o meno in relazione alla situazione o all’interazione che si sta vivendo
2) Analisi delle transazioni:
Le transazioni sono definite come le basi del rapporto sociale: ogni volta che una persona è in relazione con un’altra persona si avranno delle transazioni, date da ciò che comunichiamo o ascoltiamo. Nelle transazione vi è uno stimolo e da una risposta, esse vengono scambiate tra i rispettivi stati dell’Io di due persone. Le transazioni sono classificate in Complementari, Incrociate e Ulteriori. L’analisi delle transazioni porta alla comprensione di ciò cha accade a livello intrapsichico e livello interpersonale . Nell’analisi delle transazioni, comunicative a livello sociale, il terapeuta rende la persona maggiormente consapevole degli stati dell’Io che attiva quando è in relazione con gli altri.
3) Analisi dei giochi psicologici:
“Il gioco psicologico è una serie di transazioni fra individui alla fine delle quali si sente uno stato di disagio. I giochi sono:
RIPETITIVI: ogni persona più e più volte “gioca”. Attori e contenuti possono cambiare ma lo schema di base è sempre lo stesso.
INCONSAPEVOLI: la persona li mette in scena senza rendersene conto, nemmeno alla fine dell’interazione è conscia del fatto che ha messo in atto lo schema.
TRANSAZIONI ULTERIORI tra i giocatori: c'è uno scambio che avviene a livello sociale e di tipo manifesto e un altro scambio, ulteriore che avviene a livello psicologico, indiretto. E’ proprio quest'ultimo che determina l'andamento della transazione.
SORPRESA o CONFUSIONE in cui il giocatore ha la sensazione sia successo qualcosa d'inaspettato. Le persone sembrano aver cambiato ruolo.
I vantaggi che si hanno nel giocare i giochi possono essere così riassunti (Novellino, 2003):
a. ottenere carezze (da intendersi in A.T. come “unità di riconoscimento”).;
b. strutturare il tempo (cioè il procurarsi ed organizzare il proprio bisogno di contatto sociale);
c. mantenere la posizione esistenziale (atteggiamento più o meno positivo nei confronti di sé e degli altri);
d. portare avanti il copione;
e. evitare l’intimità;
f. continuare ad avere un rapporto emotivo anche dopo il fallimento di una relazione di ricatto;
g. accumulare bollini, ossia reazioni emotive che verranno usate in seguito come giustificazione di un dato comportamento;
h. rendere la gente prevedibile.
Il gioco quindi come ricerca di carezze (tu sei ok) a cui fa seguito una svalutazione di sé, degli altri e del mondo esterno.

4) Analisi del Copione psicologico:
In uno scritto pubblicato nel 1958 su «The American Journal of Psychotherapy» Berne scrive: «Un copione è un tentativo di ripetere in forma derivata non una reazione di transfert o una situazione di transfert, ma un dramma transferale, spesso suddiviso in atti, esattamente come i copioni teatrali che sono derivati artistici, intuitivi di questi drammi primari dell’infanzia».
Una definizione molto simile di copione compare in «Transactional Analysis in Psychotherapy» del 1961. Qui Berne scrive: «Il copione appartiene al regno dei fenomeni di transfert, cioè è un derivato o più propriamente un adattamento di reazioni ed esperienze infantili.
Berne in “Ciao e Poi” (1972) definisce il copione come: “un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e culminante in una scelta decisiva”.Il copione è un piano di vita che il bambino decide, tra i 3 e i 6 anni. Le decisioni rimangono inalterate anche se le situazioni si modificano. Durante la fase dello sviluppo il bambino modica, struttura versioni aggiornate del copione, cosi come si fa col sistema operativo di un computer (vedi gli aggiornamenti dei s.w.) ma lascia inalterato lo schema base.
Con l’A.T. possiamo entrare in contatto col nostro copione limitante e divenendone consapevoli possiamo modificarlo e cambiarlo. Possiamo quindi ridecidere la nostra vita sbloccando la crescita psico-fisica per essere più soddisfatti del nostro presente.
Affrontare un percorso terapeutico con l’A.T. consente al cliente un contatto pieno col proprio sviluppo personale. Sia il terapeuta che il cliente hanno la responsabilità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Il contratto in ordine di setting è chiaro, specifico e teso alla realtà. Il professionista non ha il compito di risolvere i problemi del cliente, bensì quello di aiutarlo a comprendere come finora si è bloccato dal risolverli da solo.” (cfr.Novellino, 1998).
Il terapeuta nella relazione con il cliente usa in modo integrato tutti e tre gli stati del suo Io: “ha un G che incoraggia e si prende cura del benessere del cliente; ha un A che ascolta, coglie informazioni importanti, fa ipotesi e le verifica; ha un B liberato che si diverte, ha energia, usa le sue capacità creative e intuitive, ed è in grado di concedere permessi dando protezione”. (Castagna, 2003).
Con l’A.T. possiamo avere due modalità di intervento la prima detta di controllo sociale (terapia breve) volta alla soluzione di un problema specifico e al mantenimento nel tempo di un comportamento funzionale. La seconda di autonomia (terapia che può richiedere anni) dove la meta della terapia non è solo un cambiamento comportamentale ma un cambiamento del copione della persona, per cui la terapia non è rivolta solo ad un sollievo dai sintomi, bensì alla ristrutturazione della personalità (Anna Loretta Spano, 2008)
Berne usava una metafora per spiegare le differenti modalità d’intervento in ordine di risultato: <<Ciascun individuo nasce principe o principessa ed esperienze negative precoci convincono alcune persone ad essere ranocchi, da ciò deriva lo sviluppo della patologia. Gli obiettivi terapeutici possono essere due: il primo tende al miglioramento, ad un progresso che equivale ad uno star meglio come ranocchi; il secondo tende a curare, a guarire che significa togliersi la pelle del ranocchio e riprendere nuovamente lo sviluppo interrotto del principe o della principessa>>.

Bibliografia:
• Berne, E. (1961). AT e Psicoterapia. Trad. it. Roma: Astrolabio, 1971
• Berne, E. (1964). A che gioco giochiamo. Trad. it. Milano: Bompiani, 1967
• Berne, E. (1966). Principi di terapia di gruppo. Trad. it. Roma:Astrolabio, 1986
• Berne, E. (1972). Ciao…e poi? Trad. it. Milano: Bompiani,1978
• Castagna , M. (2003). L’analisi transazionale nella formazione con gli adulti. Milano: Franco Angeli
• Goulding, R. & M.(1979). Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale. Trad. it. Roma: Astrolabio,1983
• James, M. (1989). Nati per vincere. Trad. it. Roma: Paoline,1980
• Moiso e Novellino (1982). Stati dell’Io. Roma: Astrolabio
• Wollams, M. e Brown, S. (1978). L’Analisi Transazionale. Trad. it. Assisi: Cittadella, 1985
• Novellino, M. (1998). L’approccio clinico dell’Analisi Transazionale. Milano: Franco Angeli
• Novellino, M. (2003). La sindrome dell’uomo mascherato. Milano: Franco Angeli
Sitografia:
http://www.eatanews.org/
http://www.itaa-net.org/
http://www.nienteansia.it/articoli-di-psicologia/author/anna-loretta-spano
http://www.viveremeglio.org
http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale
http://www.psicocitta.it/psicologia-psicoterapia/analisi-transazionale.php
http://www.counselling-care.it/at_counselling.htm


